Le 3 C della comunicazione per bodyguard
- Chiarezza
Il messaggio deve essere immediato, semplice e impossibile da fraintendere.
Esempi tipici: -
- «Indietro!»
- «Macchina, ora!»
- «Scala di servizio, via!»
Niente frasi lunghe, niente giri di parole. In emergenza il cervello del protetto (e dei colleghi) deve capire al volo.
- Calma
La voce deve restare bassa, ferma e controllata, anche sotto stress a 1000.
Una voce calma:- Trasmette controllo della situazione
- Evita di far salire il panico nel protetto o nella folla
- Fa capire che tu sei la persona che risolve, non quella che si agita
(Molti istruttori dicono: «Se alzi la voce hai già perso metà dell’autorità»).
- Cortesia (quando possibile)
Con il protetto, lo staff, le forze dell’ordine e anche con i “fastidiosi” (paparazzi, fan) devi essere educato finché la situazione lo permette.
Motivo:- Mantieni la reputazione del V.I.P.
- Eviti di creare nemici inutili
- In caso di intervento fisico, la cortesia precedente dimostra che hai cercato prima la de-escalation (importantissimo in tribunale o davanti alle telecamere).
Formula mnemonica usata nei corsi italiani«Parla CHIARO, resta CALMO, sii CORTESE… finché non devi essere letale.» Queste tre C sono il primo comando che viene insegnato nel modulo “Comunicazione e comando” di quasi tutti i corsi professionali di bodyguard in Italia e sono la base per gestire il protetto in ogni fase: routine quotidiana, emergenza o evacuazione.







