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Gran Bretagna e Usa si preparano ad ammorbidire le loro norme di security aeroportuale, quasi in contemporanea, per tagliare i tempi spesso biblici di attesa per il controllo dei passeggeri in partenza.

La svolta arriva in Gran Bretagna dove il segretario ai Trasporti Philip Hammond ha annunciato al Parlamento un piano di misure che spingono gli aeroporti a investire in nuove tecnologie  di Security – ad esempio i nuovi scanner per le scarpe già in uso a Bruxelles – per evitare a molti dei viaggiatori pratiche fastidiose come quella di passare scalzi o senza cinta dei pantaloni attraverso i varchi di controllo, portando in mano i loro PC, togliendosi di tasca le chiavi e il cellulare. Hammond ha promesso anche ai gestori aeroportuali maggiore flessibilità normativa e discrezionalità in fatto di security.
Si tratta di un nuovo corso fortemente voluto dal ministro dei Trasporti britannico, la conservatrice Theresa Villiers, che da tempo preme per una revisione normativa anche sull’Unione Europea: «Quel che vogliamo – ha detto in un’intervista al Daily Telegraph – è più sicurezza, ma in un modo che sia più accettabile per i passeggeri». Il ministro ha anche annunciato per Heathrow un piano di test per l’eventuale utilizzo contemporaneo delle due piste, per gli arrivi o per le partenze, altro espediente per accelerare l’immigration nei momenti di picco del traffico, anche in previsione delle Olimpiadi 2012.
Nel frattempo la Transportation Security Administration degli Usa ha invitato le compagnie aeree a lavorare di concerto con i gestori aeroportuali su un programma pilota basato sull’identità dei passeggeri – quindi discrezionale, e non rigidamente trasversale come finora – che assicuri controlli più veloci, ai “trusted traveller”, ossia ai viaggiatori affidabili, e di identità nota: si parla ad esempio degli iscritti ai programmi frequent traveller di American Airlines e di Delta, per cominciare, e dei mebri di programmi come Global Entry, la lista dei viaggiatori “pre approvati e a basso rischio” della U.S. Customs and Border Protection.
Il modello è tra l'altro quello suggerito dalla Iata, che alla sua ultima assemblea generale, in giugno scorso a Singapore, aveva presentato – riprodotto in dimensioni reali – il suo protipo di gate a tre corsie (nella foto) per il controllo 'intelligente' dei viaggiatori.
Presto gli aeroporti ‘intelligenti’
Sembra così che questi viaggiatori, autorizzati a tenersi addosso scarpe e cinture e a lasciare il PC dentro il bagaglio a mano, potranno imbarcarsi rapidamente facilitando anche gli altri, soggetti agli stessi controlli di prima. Il progetto potrebbe prendere il via negli aeroporti di Dallas-Fort Worth e Miami, e negli hub di Delta ad Atlanta e Detroit, in un programma pilota che la TSA ha annunciato di voler estendere ad altri vettori, si parla di United, Southwest, JetBlue, US Airways, Alaska e Hawaiian Airlines. Ma tutti i passeggeri, ha anche confermato la TSA, resteranno comunque soggetti a periodici controlli di sicurezza a campione, del tutto casuali.
Approvazione soddisfatta da parte della Air Transport Association Usa, per un programma “intellingence-based”, «che – ha detto il presidente Nicholas Calio – aumenterà i livelli di sicurezza migliorando l’esperienza di viaggio di tutti i passeggeri».
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